MESE DI LUGLIO DEDICATO AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESÙ
Nei racconti di Istituzione dell’Eucarestia da parte di Gesù durante l’ultima cena, gli evangelisti pongono in stretta relazione il sangue con l’alleanza (Mc 14,24; Mt 26,28; 1Cor 11,25). Perché occorre del sangue per stipulare un’alleanza?
Sangue e Alleanza nell’Antico Testamento
Nell’Antico Testamento al sangue veniva attribuito un valore sacrale, perché l’osservazione attestava che ad esso era legata la vita; se il sangue di un essere vivente veniva versato, insieme ad esso se ne andava il soffio vitale contenuto. Questo spiega la proibizione dei codici legali antico-testamentari di versare sangue umano: la vita apparteneva solo a Dio e nessun uomo poteva arrogarsi il diritto di appropriarsene (Gen 4,10; Gb 16,18-19). Neppure la carne di animali poteva essere mangiata insieme al suo sangue (Gen 9,4; Lv 19,26). D’altra parte ciò spiega anche perché i sacrifici in onore di Yhwh erano fatti di uccisioni di animali: lo spirito vitale in essi contenuto espiava per lo spirito vitale degli uomini (Lv 4,5-34; 16,14-19), inoltre il sangue, cioè la vita, veniva restituita a Dio. L’uso dei sacrifici espiatori perdurava al tempo di Gesù: nel tempio di Gerusalemme ogni giorno alle ore 15 veniva immolato un agnello in espiazione dei peccati e soprattutto il sacrificio acquistava particolare significato nella festa annuale dell’Espiazione.
Nel periodo dell’Antico Testamento con sacrifici di animali venivano concluse anche le alleanze; era usanza dei nomadi siglare un’alleanza con un banchetto (Gen 26,30; 31,54). La bibbia riferisce che lo stesso rito è ripetuto durante l’alleanza sul Sinai mediata da Mosé: Dio si fa adorare sul monte da Mosè e dagli anziani, poi segue un banchetto sacro (Es 24,11, Guardarono il Signore, poi mangiarono e bevvero). Celebrare un banchetto alla presenza di Dio è segno che si è in comunione con Lui e ci si mette sotto la sua protezione; la montagna, poi, è presentata come una relazione tra il padrone di casa e gli amici che lui invita a mangiare alla sua presenza. L’alleanza del Sinai continua con l’offerta di sacrifici di comunione Mosè costruisce un altare ai piedi del Sinai (Es 24,1-10) e con il sangue degli animali sacrificati asperge prima l’altare, poi il popolo dicendo: Ecco il sangue dell’alleanza, che il Signore ha contratto con voi con tutte queste parole. Il sangue in questo caso unisce Dio e il popolo in un vincolo quasi parentale, in quanto Dio lo purifica e lo rende partecipe di quella vita che gli appartiene.
La nuova ed eterna alleanza nel sangue di Cristo
Nel NT è soprattutto riguardo all’Eucarestia che ricorre il termine ‘alleanza’ in relazione al sangue: Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati (Mt 26,28; Mc 14,24; cfr. Lc 20,22 e 1Cor 11,25). Questa frase relativa al sacrificio di Gesù riassume in sé tutti i significati che l’Antico Testamento attribuiva ai sacrifici animali e va molto oltre. L’esclamazione del Battista che riconosce il Cristo come l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo (Gv 1,29), lo identifica con la vittima sacrificale per il peccato nel tempio. Il sacrificio di Gesù rimanda anche all’agnello della prima Pasqua ebraica in Egitto il cui sangue, sparso sugli stipiti e l’architrave delle case, allontanava l’Angelo sterminatore dal popolo (cfr. Es 12,1ss); allo stesso modo il sangue di Gesù strappa dalla morte coloro che ne sono segnati.
Al sacrificio mosaico degli animali il Nuovo Testamento sostituisce la dedizione della vita di Gesù, che stabilisce un vincolo nuovo e definitivo tra l’uomo e Dio, perché abbatte il muro di peccato purificando coloro che ne ‘vengono aspersi’ (Eb 9,14). La lettera agli Ebrei definisce i sacrifici di animali ombra delle realtà celesti (Eb 8,5) ed eleva il sacrificio di Cristo assai al di sopra; Gesù è infatti contemporaneamente vittima, il cui sangue purifica le coscienze dalle opere morte, ottenendo una redenzione eterna (Eb 9,12) e sommo sacerdote, entrato non in un santuario fatto da mani d’uomo ….ma nel cielo stesso….e non deve offrire se stesso più volte come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui…una volta sola nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso (Eb 9,24ss).
I racconti eucaristici, dunque, riuniscono in sé sia l’idea dell’alleanza (per iniziativa unilaterale di Dio) che quella dell’espiazione vicaria, perché senza merito Israele riceve la nuova salvezza del Signore, il quale ha fatto della morte di suo figlio Gesù la disposizione del suo amore fedele e irrevocabile per Israele e per tutti (lett. Per i molti; è una formula aperta che sta ad indicare tutti gli uomini). L’eucarestia è l’alleanza nuova in quanto è la disposizione definitiva e irrevocabile di Dio in Gesù Cristo per noi. Il popolo di Israele non era riuscito ad essere fedele ad alcuna delle alleanze che Dio nel suo grande amore aveva stipulato con lui (la creazione, le promesse ai Patriarchi, la legge); il dono del sangue di Cristo ci rende capaci di osservare l’alleanza, perché ci dà di vivere o morire come è vissuto ed è morto lui. Nel sangue di Gesù si compie così in modo sublime tutta la storia antico-testamentaria delle alleanze di Dio con il suo popolo: da esso nasce un popolo nuovo, la Chiesa, che non è più sotto il regime della legge, ma dello Spirito (2Cor 3,6) e che costituisce gli uomini figli di Dio, non più solo partners di alleanze. Siamo stati santificati dall’offerta del corpo di Cristo (Eb 10,10) e questo ristabilisce una comunione di vita tra noi e Lui (2Cor 5,18-19). Lo strappo nella comunione con Dio operato dagli uomini fin dal peccato originale si è ricucito in Cristo Gesù. Siamo stati resi di nuovo capaci di amare Dio e i fratelli.
Laila Lucci
Docente e biblista
Rimini
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